Prototipo di iPiv
Freeple Site Progect
Traduzione testi a cura di Studio Melchior   [ Comunicati stampa in: français – deutsch – español ]
Freeple & iPiv
  Funzionamento e procedure, accenni di know-how  

Perché è nato Freeple

La soluzione che vi stiamo sottoponendo è nata dall’esigenza di pensare un sistema per rendere completamente usabili le Carte di Credito, i Bancomat e ...
L’inventore, affetto dalla nascita da Tetra Paresi Spastica, ha sempre avuto serie difficoltà di apposizione della propria firma olografa. Nel 1997 pensò ad un’idea che avrebbe liberato dal vincolo della firma le memorie di spesa delle Carte di Credito, e non solo.
Nacque così il primo brevetto a tutela dell’idea.
Vennero così introdotte le “Identità Variabili”, unica soluzione attuabile per ottere il risultato richiesto senza dover proporre nuovi tipi di Carte di Credito o mettere in discussione gli investimenti in corso a quel tempo, come oggi, per il naturale evolversi di questo strumento di pagamento.
Il trovato è stato concepito “Specialmente” per le Carte di Credito ed i Bancomat, ma si presta ad essere il Vademecum perché ogni utente si possa autenticare in modalità Super Sicura ad esempio per entrare nella propria casa, accedere ad aree riservate di un’impresa ed anche gestire processi di autenticazione di Cose o Funzioni a lui demandate e da ultimo un motivo primario: la salvaguardia della propria identità.
Freeple è um marchio che vuole catalizzare la vostra attenzione sulla primaria applicazione del trovato, ma che dovrebbe essere inteso come associato al suo componente “mobile” iPiv acronimo di “interactive Personal Identity Vademecum”.
Freely Credit con iPiv è per i Disabili la possibilità di rientrare in un mondo tecnologico che nel facilitare la gestione del credito li ha volutamente dimenticati non considerandoli un “mercato” adeguatamente redditizio, mentre per tutti noi sarebbe un sitema super sicuro che ci permetterebbe addirittura di lasciare incustodite le nostre Carte di Credito ad esempio sotto l’ombrellone.
Soffermiamoci ancora un momento sui Disabili e su cosa essi possono rappresntare come fruitori di soluzioni finanziarie per il prelievo o la transazione di denaro.
Le ultime stime parlano di 3.200.000 Disabili in Italia. Questo valore comprende tutte le realtà: chi è Disabile per la fase terminale di una grave malattia, chi è Disabile temporaneamente anche se per un lungo periodo, chi essendo Disabile non ha la piena facoltà di intendere e volere o chi per anzianità vede semplicemente il proprio fisico non rispondere più alle abituali funzioni e ...
Noi però prendiamo in esame le cifre ufficiali I.N.P.S., Nel 2003 sono state erogate pensioni ed assegni di accompagnamento per 15.399.303.599,00 di euro a 2.486.633 di aventi diritto. Il valor medio risultante è di 516,00 euro mensili cifra che porta a considerare che l’economia personale di queste persone sia superore come, di conseguenza, il loro potere d’aquisto.
I Disabili con la loro scarsa mobilità sono i primi fruitori delle nuove tecnologie, si pensi ad easempio all’E-Commerce e ...
Freeple è anche la possibilità di “vivere più liberamente” consolidando il concetto di Vita Indipendente.



Funzionamento e procedure di Freeple

Per meglio illustrarvi Freeple completato da iPiv qui di seguito vi illustriamo i passaggi base del trovato schematizzati in una grafica volta a mettere in risalto i collegamenti fra i vari soggetti, Fornitori e Fruitori del sistema.


Prima di spiegarvi quanto soprà scritto e illustrato vi proponiamo la legenda relativa alla grafica sopra esposta.

Legenda schemi e figure di pagina 3

Voci figura 1 Descrizione
EB 1 Server Host della Compagnia che gestisce il servizio delle “Identità Variabili” per conto di Compagnie di gestione delle transazioni, es. Visa, Mastercard, American Express, Diners e..., e/o realtà bancarie o Società che potrebbero utilizzare il trovato per alri scopi.
EB 2 Prototipo di congegno elettronico portatile per assegnare l’usabilità delle Identità Variabili ad un Soggetto Consumatore; dispositivo portatile denominato “iPiv – interactive Personal Identity Vaemecum”.

Voci figura 2 Descrizione

EB 1 Come figura 1.
EB 2 Come figura 1.
Op. 1 – Fine Op. Operazione di Carico e Sincronizzaione del file contenente le Identità Variabili da EB 1 a EB 2.
SC = Soggetto Consumatore Persona titolare di Carta di Credito associata all’uso di iPiv.
Opt. 1 = Negozio POS Il Soggetto Consumatore sceglie di acquistare in un negozio che accetta le Carte di Credito passandole nella Stampigliatrice e chiedendo l’autorizzazione, se richiesta, all’operatore della Compagnia.
Opt. 2 = Negozio Sta. Il Soggetto Consumatore sceglie di acquistare in un negozio che accetta le Carte di Credito passandole nella Stampigliatrice e chiedendo l’autorizzazione, se richiesta, all’operatore della Compagnia.
Opt. 3 = E-Commerce Il Soggetto Consumatore sceglie di acquistare tramite Internet avvalendosi di un Esercizio Elettronico – E-Commerce Webstore – mediante processi auotmatizzati che implicano l’uso di iPiv senza però rendere necessaria alcuna dotazione hardware per il computer.
NV Computer, terminale su cui il Soggetto Consumatore fa spesa On-Line.
HD/DB SO Hard Disk di suppoto al Data Base di proprietà dell’Esercente anche solamente come spazio di Server Hosting.
NR Esercizio commerciale “Reale” o altra realtà in grado di vendere prodotti e/o servizi accettando Carte di Credito in modalità “Opt. 1” o “Opt. 2”.
CCC Compagnia per la gestione delle Carte di Credito e/o realtà bancaria preposta.
FR e/o CNG Flusso di Risposta e/o Chiusura del Negozio Giuridico.
FO = Flusso Opzionale Flusso Opzionale con funzione identica all’”FR e/o CNG”. La necessità di tale flusso è subordinata alla tecnica utilizzata dal Webstore per interfacciarsi con l’host di “CCC”.
Servizi Correlati EB 1 ha la possibilità, come si vedrà in seguito, di offrire i propri servizi non solo a realta di tipo “CCC”, ma ad innumerevoli altre.

Esaminiamo ora nel dettaglio il trovato non tralasciando l’esame di quanto potrebe derivare dalla sua applicazione sebbene tale esame sarà più approfondito nella sezione successiva.

Iniziamo l’esame con gli Elementi di Base llustrati in Figura 1.
Il principio su cui si basa il trovato è l’attribuzione di un’identità variabile correlata al Soggetto Consumatore mediante l’uso, ad esempio, di Carte di Credito e Bancomat.
Ogni persona ha una propria identità data dall’unione del/i nomi di battesimo associato/i al cognome. Questa Identità che considereremo univoca, a dispetto delle omonimie, diventa ancora più “univoca” se “firmata” dal suo stesso titolare. E’ infatti provato che la calligrafia è un ulteriore elemento di distinzione proprio di tutti coloro che possono apporre firma olografa.
Tuttavia la sicurezza legata all’unicità della propria grafia è abbandonata quasi sempre a sistemi di riconoscimento visivi per comparazione: la firma sulla memoria di spesa di una Carta di Credito “assomiglia” a quella posta a tergo della stessa carta o di un documento di identità. E’ altresì noto e fortemente ribadito dagli Organi Preposti che l’Esercente non verifica quasi mai la sopraddetta uguaglianza, questo per alcuni motivi di base: si proporrebbe come diffidente nei confronti del Cliente che potrebbe essere contrariato, per sbadataggine, per l’esigenza di essere sbrigativi e ...
Freeple completato da iPiv – interactive Personal Identity Vademecum – rende Obsoleta la firma come strumento di identificazione e di manifesta volontà all’esempio in corso: spendere tramite Carta di Credito o Bancomat.
Cosa si cela dietro a quanto dichiarato in qeste ultime righe?
Se la firma non è più richiesta, allora anche chi non può firmare potrà gestire il suo Credito mediante gli strumenti menzionati?
Si! Freeple mediante il supporto di EB 1 ed EB 2 è in grado di attribuire al Soggetto un’identità elettronica residente sia sull’Host della Compgnia che gestirà il servizio ( EB 1) sia su iPiv (EB 2) piccolo congegno elettronico che il Soggetto porterà con se proprio come fa con il dispositivo per l’attivazione dell’antifurto o l’apri cancello di casa.
Per ogni Soggetto vi sarà un File contenente un numero adeguato di Identità Variabili. I valori Numerici o Alfanumerici potranno essere composti da un numero adeguato di “caratteri”, quindi adeguato anch’esso alle necessità.
L’espressione “adeguato/a” è correlata unicamente alla scelta di realizzazione dell’hardware; questa non è strattamente vincolata in ogni sua parte al trovato bensì a scelte che potranno contenere i costi di realizzazione e distribuzione di iPiv.
Le Identità Variabili di EB1 ed EB 2 sono sincronizzate all’attivazione e mantenute tali dai rispettivi Clock, orologi inerni.
Le Identità Variabili sono Univoche all’interno del proprio File, come il File è Univoco all’interno del Data Base di EB 1.
Ogni Identità Variabile è reale, quindi usabile, per un tempo limitato che abbiamo stimato in 120 secondi, un tempo ragionevolmente lungo per “Usare” il Valore della stessa nei vari applicativi ed abbastanza corto per non creare i presupposti di un tentativo di Fraudolenza. Va sottolineato che il Valore nel momento in cui viene utilizzato si rende inutilizzabile attivando così una obsolescenza automaticamente anticipata.
iPiv, se attivato mediante la pressione del bottone, visualizza il Valore dell’Identità Variabile e lo affianca al tempo restante della medesima, esempio illustrato: ax12t7 -108, laddove 108 sono i secondi rimanenti.
iPiv è stato anche pensato come congegno in grado di trasferire i Valori, le Identità Variabili, anche per via Seriale: infrarossi, contatto metallico ed altri possibili ed utili (figura 1, EB 2 lato destro).
A tale proposito pensate iPiv utilizzato di fronte ad un Bancomat, viene inserita la Carta Bancomat, si definisce l’importo del prelievo, si preme il bottone di iPiv e ci si identifica, si lascia contemporaneamente sbalordito il Malfattore che attende di leggere il vostro PIN sul tastierino.
Le macchine Bancomat non andranno per questo sostituite, basterà applicare un Ricevitore Seriale.
I vantaggi proseguono, ad esempio: amate sciare ed un pino dispettoso vi ha tagliato la strada e siete costretti a deambulare per 90 gioni in carrozzina ed il vostro Bancomat abituale tutto ad un tratto è diventato alto? Con la procedura appna illustrata ad “alzarsi in piedi” sarà la trasmissione seriale del vostro Valore.
iPiv non è solamente un “portatore di security”, è anche dotato di un proprio sistema di Security che qui riassumiamo in un esempio di base. Una chiave elettronica (figura 1, EB 2 lato sinistro) se disinserita rende inattivo il dispositivo, la stessa può essere ancorata ad un accessorio che si indossa. Questa opportunità ci permette di essere anche sbadati e per un Disabile che deve dipendere anche da persone non sempre cosciute ulteriore tranquillità. Se la chiave viene disinserita in maniera impropria attiva un allarme acustico utile a tutti, maggiormente alle persone Non Vedenti per riconoscere un tentativo di furto.
iPiv è anche un hardware teoricamente “eterno”, se non gli si fa mancare l’alimentazione con la sostituzione delle batterie e non lo si manomette accompagnerà il suo titolare sino alla fine del servizio.
A seguito di una simile affermazione è lecito un interrogativo: ma allora quante Identità Variabili bisogna immagazzinare in iPiv per una durata lunga probabilmente diversi anni? Possono bastarne poche, ovviamente poche non vuol dire 10, forse neppure 100, ma comunque un numero limitato che sarà reso ciclico. Logicamente la ciclicità del file non sarà mai uguale, ma reimpostata dagli orologi interni di EB 1 ed EB 2 sulla base di un sistema ed un valore che non vi possiamo illustrare per motivi di Riservatezza; confidiamo nella vostra comprensione.

Proseguiamo ora con l’esame delle Relazioni, dei collegamenti e dei passaggi lllustrati in Figura 2.
Iniziamo il percorso riprendendo in minima parte quanto già detto mettendo subito in risalto l’essenziale: la correlazione di EB 1 con EB 2 mediante l’operazione di caricamento del File di Identità Variabili su iPiv (Op. 1 e Fine Op.1).
A questo punto possiamo ipotizzare che Freeple sia realmente integrato nei protocolli internazionali che gestiscono le transazioni per Carte di Credito e Bancomat.
Quello che per noi è il nostro fruitore (SC = Soggetto Consumatore) sarà dotato di Carta di Credito e di un iPiv correlato.
Nell’attuale realtà dei mercati il nostro Soggetto Consumatore può rivolgersi a tre diverse realtà per spendere il suo credito, ovvero:


1) Un Negozio (NR) che utilizzi un terminale POS per accettare Carte di Credito e Bancomat (Opt. 1 = Negozio POS)
2) Un Negozio (NR) che utilizzi ancora la vecchia macchinetta stampigliatrice per accettare Carte di Credito e/o Bancomat (Opt. 2 = Negozio Sta.)
3) Un Negozio Virtuale (NV) più noto come Webstore e posizionato in Internet, il negozio in questione accetta On-Line le Carte di Credito

Queste tre varianti portano a differenti per quanto similari procedure per realizzare lo stesso risultato: la spesa.
Esaminiamole nel dettaglio:

a. Il Soggetto Consumatore dopo aver scelto i prodotti si reca alla cassa, l’Esercente striscia la Carta nel POS e porge il tastierino del medesimo al Cliente che digiterà l’Identità Variabile.
Questa operazione è subordinata all’adeguamento del processo di accettazione delle Carte di Credito che ad oggi non prevede la digitazione di un PIN; l’adeguamento non è assolutamente complesso visto che per le Carte Bancomat la digitazione del PIN è già prevista.
Qualora un domani i POS dovessero avere un Ricevitore Seriale il valore PIN verrebbe trasmesso dando ancora più autonomia a chi Disabile non può digitare alcun Valore.
Rimanendo a quanto oggi disponibile, un Disabile, anche Non Vedente, può tranquillamente far digitare la sua Identità Variabile all’accompagnatore, all’esercente o addirittura ad uno sconosciuto certo che nessuna di queste persone potrà, in condizioni normali come quelle descritte, abusare del suo credito.
Per voler pensare ad una tecnologia “per tutti” è possibile con le attuali tecnologie offrire una lettura Brail dei valori di iPiv.
Il POS chiuderà il processo della Carta di Credito convalidandone o meno la spendibilità.
Questo processo è partito dal Soggeto Consumatore, e passato per il Negozio Reale (NR), ha interrogato la Compagnia di Gestione delle Carte di Credito (CCC) che ha chiesto conferma dell’Identità Variabile ad EB 1 per poi rispondere, via POS, al Negozio Reale (NR). Domanda e risposta sono state gestite per via telematica.
b. La procedura è analoga a quella del punto a., differisce solo per la mancanza del terminale POS, pertanto la richiesta di autorizzazione della spesa deve avvenire mediante l’interrogazione di un Operatore della Compagnia (CCC) che nel trattare i dati passerà al vaglio anche il PIN dell’Identità Variabile.
c. Il Sogetto Consumatore decide di acquistare mediante un Negozio Virtuale (NV), Webstore, i Prodotti o Servizi desiderati.
Ha tutti gli articoli nel Carrello della Spesa e deve solo più inserire i propri dati anagrafici con quelli relativi alla Carta di credito.
Diamo per scontato che il Gestore del Webstore abbia convenzionato e adeguato il suo Negozio Virtuale alle procedure di Freeple.
Per la fase di chiusura della spesa ci troviamo di fronte a due diverse casistiche:

sub. 1 Il Soggetto Consumatore è in possesso di iPiv
Dopo aver inserito ogni tipo di dato necessario, inclusi quelli della Carta di Credito, il Soggetto inserirà la propria Identità Variabile che sarà introdotta in un modulo, form, che potrà essre integrato nelle pagine del Webstore come anche risiedere sull’Host della Banca (CCC) che eroga il Servizio per la riscossione degli importi relativi agli acquisti.
In base a come è stato progettato il software di gestione del Webstore il Flusso di Risposta ai dati inseriti potrà effettuare la Chiusura del Negozio Giuridico (FR e/o CNG) senza ulteriori passaggi precedenti e/o posteriori l’inserimento dell’Identità Variabile.
Qualora l’Esercente abbia scelto di gestire ed immagazzinare sul proprio Host (HD/DB SO) anche i dati relativi alla transazione si riterrà necessario un Flusso Opzionale (FO = ) di interrogazione alla Banca o Compagnia di Carte di Credito (CCC).
In ogni caso è necessario che CCC si appoggi ad EB 1 per la comparazione e convalida dell’Identità Variabile.

sub. 2 Il Soggetto Consumatore non è in possesso di iPiv, ma è convenzionato al servizio
La procedura è in tutto e per tutto identica a c. sub1.
L’unica differenza è che il soggetto non ha per le mani iPiv, ma si avvale di un servizio di iBanking per usufruire della lettura dell’Identità Variabile necessaria.
L’esercente e/o la Banca (CCC) avranno solo aggiunto un Link per l’apertura di un nuovo indirizzo HTTPS che fornirà l’accesso ad un “Remote Virtual iPiv”; ovviamente alla schermata delle Identità Variabili si giungerà solo dopo aver completato il processo di identificazione voluto dalla Banca ed estraneo al trovato.
Il comportamento dell’iPiv virtuale è esattamente identico a quello che invece potreste avere in tasca, per maggior chiarezza esaminate la Figura 3.

Potete notare come l’uso di Freeple anche in ambito Web introduca forme di Security oggi inimmaginabili, questo grazie all’Identità Variabile con esistenza limitata a 120 secondi ed attivazione della sua Obsolescenza nel momento del suo stesso utilizzo.
I numeri delle Carte di Credito, la loro Scadenza e la loro Titolarità saranno “Spazzatura” per i male intenzionati!


Nella prima finestra si effettua il login per l’iBanking ed
immdiatamente si ha la propria Identità Variabile che si
aggiornerà premendo con il mouse il bottone dell’iPiv virtuale.


Nell’esaminare i vari passaggi abbiamo più volte rilevato l’importanza di EB 1 che ricopre il ruolo di “Gestore” delle varie Identità Variabili. La figura di EB 1 potrebbe coincidere con la Compagnia di Gestione delle Carte di Credito (CCC), non vi sarebbe nessuna controindicazione se non fosse che Freeple è essenzialmente Identità Personale, qundi la possibilità di identificarsi per più Carte di Credito o Bancomat di cui siamo titolari; queste stesse che portiamo in tasca potrebbero essere di diverse Compagnie, non per questo si deve essere carichi di iPiv per assecondare l’autonomia imprenditoriale degli aderenti al progetto.
Diamo un’occhiata veloce, quanto ristretta, a quelli che potrebbero essre gli “applicativi extra bancari”:

Pay TV Le varie SIM potranno sempre essere clonate, ma non utilizzabili perché solo il legittimo proprietario avrà la possibilità di attivarla/e con il suo iPiv.
Accesso a reparti protetti Molte aziende hanno la necesità di limitare gli accessi ad aree protette per motivi di Security, l’iPiv personale associato ad un PAS magnetico garantirebbe l’operazione.
Entrare in casa proria La Carta di Credito, il Bancomat o la prossima Carta d’Identità potrebbero essere le “chiavi magnetiche” della nostra casa Domotica accessibile con iPiv.
La firma elettronica Non occorrerebbero altre carte magnetiche se non quelle già in posseso e attivabili con iPiv.
E ... I possibili applicativi sono infiniti, ridurrebbero anche di molto i vari amenicoli che sempre più dobbiamo portarci nelle tasche o nella borsetta.

Sin qui abbiamo esaminato Freeple (Freely Identity) associato ad iPiv, sono state illustrate tutte quelle procedure e relazioni che potevano essere rese “pubbliche”.
Ora accenniamo quanto potrebbe essere associato al trovato come Plusvalore derivante dalle funzioni e/o dalle procedure.



Freeple Extra

Un esempio che vale per tutti quelli non citati: iPiv Family.
Pensate ad una famiglia composta da Padre, Madre e due Figli ancora ragazzini, 12 e 15 anni. I genitori hanno le loro Carte di Credito e Bancomat che non affiderebbero mai ai loro giovani figli, ma non per sfiducia, piuttosto per Security.
In molti casi la nostra Società propone esempi di famiglie in cui tutti e due i Genitori lavorano.
La nostra Mamma ha bisogno di mandare la figlia Eleonora in Posta a pagare una urgente bolletta. Voi dareste ad Eleonora la vostra Carta Gold?
Forse no. Potrebbe essere adocchiata da un malfattore e correre lei stessa dei rischi oltre che mettere in pericolo il credito dei genitori.
I malfattori però conoscono bene i prodotti su cui possono agire o quelli non “scardinabili”.
Per sapere che Eleonora ha in tasca una Carta Gold con relativo iPiv deve averla vista in Posta mentre eseguiva il pagamento. A questo punto la Ragazzina è praticamente al sicuro, il ladro sa che un genitore non darebbe mai il suo iPiv nelle mani dei figli, come sa anche che l’iPiv Family limita la spesa del credito al necessario predeterminato dal Genitore. Per questo esempio, il credito della Carta Gold, peraltro illimitata, era stato fissato in 330,00 euro.
In pratica, come e fattibile tutto ciò?
Vediamolo in base ai passaggi operativi:

1) Il genitore chiama il Numero Verde della Compagnia.
2) Comunica all’Operatore la sua identà, il numero della Carta e la volontà di limitarla a 330,00 euro se spesa con iPiv Family.
3) L’Operatore inserisce a terminale le istruzioni e chiede la Pasword al Titolare, questa non è altro che l’Identità Variabile del suo personale iPiv.
4) L’operazione si è conclusa realizzando una sorta di Borsellino Elettronico relazionato ad iPiv Family lasciando invariato il credito gestibile dalla Mamma di Eleonora

Nota La stessa operazione può esere eseguita per iBanking.

Avrete a questo punto intuito che l’operazione può essere Multipla in base agli iPiv Family attivati come anche estensibile ad altre funzionalità, la più utile di queste potrebbe essere l’attivazione di una Carta Family appoggiata al credito dei genitori o l’appoggio di una prepagata che in questo modo si “ricarica” virtualmente.
Questo potrebbe essere anche utile agli anziani che si avvalgono di Badante o ...



L’identità di iPiv

Per motivi di sicurezza iPiv non avrà una Matricola visibile, bensì virtuale composta dal numero di Carta di Credito che lo “consegna” al suo Titolare esteso dalla prima Idetità Variabile utilizzata per sincronizzare l’iPiv con l’Host e/o SKU di servizio (consigliabile).
Questo Valore sarà noto solo ad EB 1 che lo dovrà utilizzare per associarlo ad altre Carte o Servizi Correlati al soggetto titolare dell’iPiv.
Sul retro dell’iPiv, forse anche nascosto da uno sportello, vi sarà un’area di materiale scrivibile dove il titolare potrà annotare un “segno di riconoscimento” testuale o grafico.



Il formato Alfanumerico dei codici – Identità Variabili

Sin qui abiamo fatto l’esempio di una identità alfanumerica qindi composta da lettere e numeri. La prima osservazione potrebbe essere: “... ma i POS, ad esempio, hanno un tastierino solamente numerico!”.
L’osservazione è corretta. Si tenga però presente che ad ogni valore alfanumerico EB 1 ed iPiv possono far corrispondere un valore numerico automaticamente convertito previa richiesta dell’utente di iPiv che, a valore già visualizzato, premendo velocemente due volte il bottone ottiene il valore in formato Numerico.
Quanto detto può anche valere come esempio per dimostrare l’ampia flessibilità del sistema con quanto già esiste.



Considerazioni sull’attuazione del sistema nell’attuale panorama mondiale

Considerando quanto già esiste, i costi per la messa in opera di Freeple sono infinitesimali rispetto a qualsiasi innovazione già avvenuta o allo studio.
I tempi, come i costi, potrebbero essere veramente stretti. L’impegno maggiore sarebbe la progettazione e la produzione di iPiv. Questo richiederebbe almeno una settimana di progettazione! La messa in produzione sarebbe un po’ più lunga.
iPiv sarebbe un Hardware prodotto in milioni di pezzi, per questo motivo di costo estremamente contenuto, il valore sarebbe nell’ordine di qualche euro al cnsumatore finale.
iPiv potrebbe essere l’occasione per portare Brand di fama internazionale, come quello Apple, Siemens, IBM e ... nelle tasche di milioni di persone con i relativi vantaggi ...



La freschezza della coscenza è inversamente proporzionale all’età anagrafica ...

Freeple è stato ispirato dalla nacessità di migliorare la vita alle persone Disabili. Quegli sconosciuti che abbiamo imparato a conoscere meglio grazie all’evolversi dei tempi ed alle frequenti campagne elettorali ...
Si spendono fiumi di parole sulle Barriere Arcitettoniche; perché non si inizia a parlare di semplici Barriere?
Qual’è quel Disabile che vorrebbe rendere la scalinata di Trinita dei Monti uno Scivolo?
Forse nessuno ...
Quanti Disabili vorrebbero gestire il loro credito con semplicità, autonomia e senza dipendere da artifizi o soluzioni che non possono seguirli?
Forse molti ...
Disabili si nasce, ma si diventa anche.
Se non vogliamo pensare a loro, attuiamo un piano egoistico: tuteliamo il nostro futuro!

“Il fisico oggi giovane e funzionale che non prevede il suo evolversi è un’intelligenza in balia della sua stupidità!”


Freeple ed iPiv non sono “La Soluzione”.
La Soluzione è attivare quanto necessario per rendere il nostro mondo Usabile da tutti. Un’utopia che potremmo iniziare a “danneggiare” sin da ora!
Lo vogliamo fare insieme?







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