Prototypes of iPiv
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From La Stampa – Tuttosoldi: Un Pin camaleonte per bloccare le frodi su bancomat e carte di credito {} by Federico Monga
  

From Superabile.it: Carte di credito accessibili e sicure con 'Freeple' {} by Chiara Ciranda

From NWI: Il “nuovo” PIN secondo Freeple {} by Chiara Corridori




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Published in La Stampa – Tuttosoldi 21nd February 2005
Journalist: Federico Monga

Un Pin camaleonte per bloccare le frodi su bancomat e carte di credito.


Nasce un progetto italiano per sostituire il classico Personal Identification Number con un codice più sicuro.
Il PIn è entrato ormai nelle abitudini quotidiane di ognuno di noi: basta digitarlo e i nostri soldi raggiungono la destinazione voluta. Ma la sua funzione primaria, ossia metterci al riparo da frodi, è sempre infallibile? Purtroppo la cronaca insegna che non sempre è così. Dalle finalità del Pin alla volta di una maggiore sicurezza ha preso le mosse un progetto di security denominato «Freeple» ed elaborato dal ricercatore Carlo Filippo Follis. Il sistema si basa su un congegno di dimensioni analoghe a quelle di un apricancello, da usare in tutte quelle circostanze in cui è chiesta un'autenticazione dell'utente: dall'utilizzo di carte di credito e bancomat all'accesso ad aree riservate di un'impresa, dal commercio elettronico ai pagamenti on line. «Alla base di Freeple – spiega Follis – c'è l'idea di mandare in pensione il Pin statico introducendo il concetto di Pin corrispondente a una identità variabile nel tempo».
Freeple può attribuire a un utente un valore di identità variabile, in sostanza un codice alfanumerico, utilizzabile per un lasso di tempo limitato, 60 o 120 secondi. Il codice attribuito a una specifica operazione è basato su un'obsolescenza anticipata: diventa cioè automaticamente inservibile nel momento stesso in cui viene utilizzato e quindi risulta annullato per successive operazioni. «In tal modo – precisa Follis – l'identità variabile si colloca in un tempo di modificazione talmente breve che elude la possibilità di frodi. Nel momento in cui la transazione rende valido il codice, l'identità diventa obsoleta». Il file delle identità variabili risiederà sull'host dell'azienda che deciderà di acquisire Freeple. «Il gestore delle identità variabili – afferma Follis – sarà anche il fornitore del congegno portatile di Freeple: "caricherà" il file delle identità sul dispositivo e lo sincronizzerà con l'orologio interno dell'host. L'utente finale, quindi, si recherà ad esempio in un negozio, consegnerà la propria carta di credito all'esercente, che la striscerà nel Pos. A quel punto l'utente digiterà il codice allo stesso modo in cui oggi ciascuno di noi digita il Pin del proprio bancomat. L'identità variabile verrà riconosciuta come valida e il processo sarà chiuso con esito positivo». Tra le caratteristiche di Freeple che Follis tiene a sottolineare c'è la sua compatibilità con tutti i sistemi di pagamento oggi in uso e con quelli in fase di sviluppo, quali per esempio la carta con microchip. Non sarà dunque necessario sostituire la nostra carta di credito o il bancomat. «Il progetto Freeple – afferma il ricercatore – è stato sviluppato in un'ottica, oltre che di sicurity, anche di agevolazione della vita quotidiana nel rapporto con i diversi strumenti di credito, soprattutto per coloro che, anche solo temporaneamente, a causa di disabilità fisica, non hanno la possibilità di apporre firma olografa sulle memorie di spesa».

Federico Monga








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