Article on Freeple

Contacts: info@freeple.com or press@freeple.com

Print page







Published in Superabile.it 8nd February 2005
Journalist: Chiara Ciranda

Carte di credito accessibili e sicure con ‘Freeple’
Qualora fosse adottato, il sistema potrebbe garantire una maggiore sicurezza contro le frodi e una maggiore autonomia nella gestione del conto corrente alle persone con gravi disabilità motorie. Come spiega a Superabile il suo ideatore, Carlo Follis.

Potrebbe cambiare le modalità di utilizzo di carta di credito e bancomat, garantendo una maggiore autonomia alle persone con disabilità e una maggiore sicurezza contro le frodi. Ma al momento 'Freeple', un nuovo sistema di pagamento con ‘identità variabili’ al posto del tradizionale pin, è solo un sogno, da otto anni nel cassetto di Carlo F. Follis.

Lui, classe ’63, libero professionista, convive dalla nascita con la disabilità, ma anche con una grande voglia di risolvere, a partire da sé e a vantaggio di tutti, i piccoli grandi problemi che si incontrano nella vita quotidiana. Come quello di dover firmare la ricevuta quando si fa un acquisto con la carta di credito: facile a dirsi, difficile a farsi in caso di gravi disabilità motorie.

Signor Follis, cos’è esattamente Freeple?

Si tratta di un sistema concepito per elevare gli attuali standard di sicurezza in tutte le circostanze in cui è richiesta l’autenticazione dell’utente, ma anche per rendere più autonome le persone con disabilità. Come? Grazie alle ‘identità variabili’: una sorta di pin che cambia ogni 60/120 secondi attribuendo all’utilizzatore una firma elettronica sempre differente, utilizzabile tutte le volte che occorre al posto della firma autografa .

Non un solo pin, dunque, ma un codice diverso ogni volta che serve. Ma come fa l’utente a conoscere quello da utilizzare?

Semplice: le ‘identità variabili’ accompagnano l’utilizzatore grazie a ‘i Piv’, un piccolissimo supporto hardware dotato di display, sicuro contro le frodi e utilizzabile anche da una persona con grave disabilità. Premendo un bottone verrà visualizzato il pin in corso, che potrà essere ‘speso’ nell’arco di un tempo ridottissimo prima che ‘si bruci’, che diventi obsoleto e quindi inutilizzabile.

Potrà cioè essere digitato direttamente sulla tastiera di un terminale Pos?

Certamente, ma - con un minimo adeguamento degli attuali hardware - il codice potrebbe anche essere trasmesso al terminale via infrarossi: si eliminerebbe così anche la difficoltà dell’inserimento manuale. Non solo: vorrei sottolineare che un solo i Piv potrebbe gestire più carte di credito, di differenti circuiti e tipologie. Dalle classiche, alle ‘electron’, a quelle con il microchip, sollevandoci dal difficile compito di dover ricordare un pin per ogni carta. Non le sembra un particolare interessante?

Senza dubbio. Ma la sicurezza, dove la mettiamo?

Come le dicevo, le ‘identità variabili’ cambiano in un brevissimo lasso temporale. Non solo, non appena vengono spese diventano obsolete, eliminando il rischio di frodi. ‘Fisicamente’ questi codici risiederebbero all’interno degli i Piv da una parte e sull’host della società che gestisce il servizio dall’altra. I due archivi sarebbero uguali, univoci e sincronizzati tra loro.

Freeple è stato brevettato nel ’97. Se il sistema dovesse essere introdotto, cosa cambierebbe nella vita di una persona con disabilità?

Vede, attualmente chi ha una grave disabilità motoria è costretto a delegare agli altri la gestione del proprio credito mentre con Freeple saremmo tutti più autonomi. Facciamo il mio caso, ad esempio: tutte le volte che viaggio, e per il tipo di lavoro che faccio non capita di rado, sono costretto a munirmi di contante perché - avendo grosse difficoltà a firmare di mio pugno - non posso essere titolare di carta di credito. Viaggio nel rischio, quando la soluzione esiste già…

Quale azienda potrebbe acquisire e sviluppare il suo sistema, ci ha mai pensato?

Sono un grande estimatore della Apple, perché vent’anni fa sono diventato indipendente nella scrittura grazie a un suo software. Beh, mi piacerebbe che fosse l’azienda di Cupertino, ma anche Siemens o Ibm. Dovrebbe comunque essere una società al di sopra delle varie compagnie di intermediazione… vedremo.

Per ulteriori informazioni, o per conoscere tutte le specifiche tecniche del sistema, basta visitare il sito www.freeple.net

Chiara Ciranda